C’è Roma anche senza Dybala. La prima senza Paulo regala tre punti pesantissimi a Lecce, campo che nelle ultime stagioni non aveva dispensato sorrisi né con Mourinho tantomeno con De Rossi. Una vittoria (la settima consecutiva) resa ancora più fondamentale dopo un copione che aveva visto come al solito i ragazzi di Ranieri sprecare l’impossibile nel primo tempo con Angeliño e Koné, vedersi annullato un gol a Mancini per una questione di centimetri nella ripresa, certamente più sofferta. Poi, dal nulla, l’acuto di Dovbyk.
Un gol di potenza, di rabbia, voluto e cercato dopo una partita nella quale l’ucraino aveva trovato un marcatore formidabile come Gaspar che lo aveva praticamente annullato. Fino a 10 minuti dalla fine, però, quando Artem si libera con il fisico di Baschirotto e supera Falcone.
Tre punti d’oro per la classifica, dopo le vittorie di Bologna e Juve, ma soprattutto perché arrivati senza Paulo. E se la Roma si mette in testa che si può giocare a pallone e vincere anche senza la Joya, il finale di campionato si profila alquanto interessante. Dal via la Roma è viva, capisce che il Lecce gioca con la paura di sbagliare e inizia pressando alto.
In realtà è un pressing blando ma tanto basta per mandare la squadra di Giampaolo in tilt. Anche perché appena il pallone viaggia in verticale la retroguardia salentina è puntualmente scoperta. Il problema, come al solito, è che per segnare un gol, la Roma deve prima sbagliarne tre o quattro. E così prima Dovbyk si fa murare nell’uno contro uno dall’ottimo Gaspar; poi Angelino non riesce ad approfittare dell’indecisione di Falcone che travolge Guilbert.
Lo spagnolo, seppur da posizione defilata, a porta completamente vuota spedisce clamorosamente a lato. Ma il peggio deve ancora venire: perché il portiere si ripete servendo stavolta Ramadani in area con Koné alle spalle. Il francese recupera la palla ma da 7-8 metri con lo specchio spalancato non trova di meglio che centrare il numero uno. Ranieri cammina su e giù nell’area tecnica masticando amaro. Anche perché non è la prima volta che la Roma domina e non segna.
FONTE: Il Messaggero – S. Carina