
MATURITA’ – Proprio per questo il 3-0 sulla Spal è stato “una prova di maturità” come l’ha definito Di Francesco nel post partita. Per tre fondamentali ragioni: il grande caldo, il pensiero al Liverpool e i tanti cambi di formazione. Non solo: la squadra di Semplici, che aveva subìto un solo gol nelle ultime 4 partite, è stata imbrigliata tatticamente dall’ex tecnico del Sassuolo (per conferma rivedere le posizioni di El Shaarawy e Nainggolan), messa in crisi da intensità e pressing asfissiante, oltre che da una discreta brillantezza fisica da parte di tutti gli interpreti della rosa.
SQUADRA DA TRASFERTA – Certo, questa Roma non è ancora una macchina perfetta visto che continua a portarsi dietro il fardello della poca concretezza, ma Di Francesco può sorridere perché la sensazione è che la partita col Barcellona abbia sbloccato mentalmente Dzeko & Co. che hanno trovato consapevolezza e continuità di prestazioni e risultati. Per non parlare del ruolino di marcia in trasferta in questo campionato dove i giallorossi hanno perso solo allo Stadium con la Juventus collezionando 17 vittorie e 6 pareggi in 24 trasferte e facendo registrare, con quello di ieri, il decimo clean sheat esterno (nei cinque maggiori campionati europei nessuna squadra ne conta di più).
TURNOVER – Un altro punto di forza è il turnover che Di Francesco sta cercando di portare avanti da inizio stagione con ottimi risultati. Basti pensare che anche ieri sono stati 6 i cambi rispetto alla gara col Genoa che hanno permesso al tecnico giallorosso di far riposare alcuni dei titolari di Anfield (Dzeko, De Rossi, Florenzi e Kolarov) e di avere risposte positive da parte di chi in stagione è stato impiegato meno. Bruno Peres è rinato dal piedino salva-qualificazione con lo Shakhtar, Schick si è sbloccato, Gonalons ha acquisito sicurezza, Jonathan Silva non ha fatto rimpiangere Kolarov. Insomma, i segnali positivi ci sono tutti, ora testa, gambe e cuore saranno rivolti ad Anfield per provare a regalarsi un sogno.










