
Tensione per mercoledì
L’attenzione in Italia è già orientata sul ritorno. Alla riunione di sicurezza oggi al Viminale anche 7 tra dirigenti del Liverpool e agenti inglesi. Il tema centrale è: come intercettare tutti i 5mila tifosi ospiti in arrivo? Anche in Inghilterra il Primo maggio è festa per il Labour day,l’occasione per tanti di partire prima, arrivando in altre città italiane. Ciò renderà molto più complicato individuarli e radunarli sotto il controllo delle forze dell’ordine. Un tema discusso anche nel sopralluogo di sabato scorso all’Olimpico con polizia britannica e Digos.
L’occhio dell’Uefa
L’Uefa attende ancora un report degli incidenti che arriverà solo a chiusura delle indagini. E guarderà con occhio particolarmente vigile a ciò che accadrà nei dintorni dell’Olimpico: la competenza è della squadra ospitante (il Liverpool lo è per i fatti di Anfield), in caso di situazioni critiche a risponderne pesantemente sarà la Roma. E la città, che nel 2020 deve ospitare la gara inaugurale degli Europei. « Le sanzioni possono essere pesanti, il fatto che sia stata un’azione di pochi non è un alibi » , ha detto il presidente del Coni Malagò.
Un modello in crisi
Calano ombre sul “modello inglese”. Punta sulla repressione, garantendo pene certe e pesantissime per chi delinque allo stadio o nei pressi. Ma è incapace di prevenire quando – soprattutto con i tifosi stranieri – la minaccia del carcere non funziona da deterrente. L’aggressione dei romanisti poteva essere evitata grazie alle comunicazioni della Digos. Ma a Anfield c’erano 240 agenti per 55mila persone. Un quarto di quelli che è pronta a mettere in campo Roma.










