
BOSNIACO VOLA – E’ uomo squadra, la squadra in un uomo, per questo un capitano, come quel Capitano. Come lo è oggi De Rossi. Un centravanti alla Voeller, con nelle gambe molti gol in più, ma con quella stessa tigna che ha depositato il tedesco nei cuori dei tifosi della Roma. Anche i più piccoli, quelli che non lo hanno visto giocare, oggi sanno chi sia Rudi, cosa abbia significato per il mondo giallorosso ed è rimasto il tedesco volante. Edin ha spiccato il volo come Rudi. Perché, come lui si è innamorato della Roma. Quando c’è sentimento, è tutto più facile. Fatelo dirigente, un giorno, sperando lontano. E’ una bella presenza, lo sarà, lo sarebbe anche fuori dal campo. Sicuro.
FORZA E RESISTENZA – Uno scatto palla al piede nel recupero, o un ripiegamento quasi da terzino sempre nei minuti finali, fanno oggi di Edin un calciatore completo, un attaccante moderno. Per non parlare dei colpi di testa nella propria area sulle palle inattive. Senza mai dimenticare, e non è il caso di Cagliari, la brillantezza sotto porta e domenica c’è la Juve (le curve dell’Olimpico già sono esaurite), la sua prima vittima. Tornando al 2018, per lui è stata un’altra vita. Gol a ripetizione: 8 in campionato (Atalanta, Sampdoria, Benevento, 2 Napoli, Bologna e 2 Chievo), più cinque in Champions League dallo Shakhtar (1) al Liverpool (2), passando per il Barcellona (altri 2). L’anno prossimo, quando Edin si avvicinerà ai 33 anni, la Roma dovrà fargli un regalo: una bella/efficiente alterativa, per non fargli giocare, come quest’anno, 47 partite (e ne mancano ancora 2. Sarebbe un bene per tutti, anche per Dzeko, il capitano senza fascia. Ma con la faccia da capitano.










