
IL CASO – La Roma naturalmente non ha colpe, perché Nainggolan già era stato tenuto a riposo da Spalletti per la partita contro l’Inter, entrando soltanto nel finale. Tre piccoli infortuni, l’ultimo dei quali muscolare, non gli consentivano di dare disponibilità totale all’allenatore. Da qui il carteggio tra lo staff medico della Roma e quello della federazione belga, che hanno accertato il problema consentendo a Nainggolan di non volare a Bruxelles. Poi però il ct del Belgio, Martinez, ha ipotizzato che il giocatore potesse raggiungere il ritiro in tempo per giocare a Gibilterra. La cosa non è accaduta, perché Nainggolan non era in condizione di giocare una partita di qualificazioni mondiali. Fin qui non ci sarebbe niente di strano. La tensione invece nasce perché poche ore prima di Belgio-Bosnia, Nainggolan ha partecipato a una partitella di allenamento a ritmi molto blandi contro la Primavera, suscitando le critiche di parte della stampa belga. «Sappiamo che ha giocato questa partita – ha spiegato Martinez – ma stiamo verificando con i medici le sue condizioni».
CONTATTI – Ebbene: le sue condizioni non sono ottimali. Ieri c’è stato un altro contatto tra medici per chiarire la situazione. La Roma ha specificato che un allenamento con la Primavera, il primo dopo una settimana di lavoro personalizzato, può essere addirittura meno intenso di una partitella tra compagni di squadra. E che quindi non può essere nemmeno paragonato ai rischi che comporta una gara ufficiale. Ma Nainggolan non ha gradito le critiche piovute in patria, tanto da scrivere un lungo messaggio in lingua olandese su Twitter: «La verità è che sto cercando di recuperare la condizione fisica con gli allenamenti. Ma in questo momento non sono abbastanza in forma per giocare una partita vera».
SCENARIO – A questo punto, sempre che Nainggolan sia recuperabile per Napoli, soltanto la diplomazia può consentirgli di giocare. Se il Belgio non dà l’ok alla convocazione, la Roma e il giocatore possono incorrere in sanzioni da parte della Fifa, come da regolamento, fino alla partita persa a tavolino. A Trigoria sono tranquilli perché, dopo aver perso Vermaelen a settembre a causa di una partita di troppo in nazionale, contano che a Bruxelles non puntino i piedi. I prossimi giorni serviranno a sciogliere i dubbi.










