
Per rinascere Santon ha scelto, anzi è stato scelto dalla Roma. Ad accoglierlo a Ciampino solo Monchi. Il ds ci ha messo la faccia per proteggere un giocatore già criticato prima del suo sbarco anche perché rientrava nell’operazione che ha portato Nainggolan all’Inter. Dopo un primo mese di assoluto anonimato, Santon è stato chiamato nel momento di crisi più acuto: il 26 settembre col Frosinone. Alla vigilia preziosi i consigli degli amici De Rossi e Florenzi, ma pure di Manolas che nel tunnel gli ha urlato di tutto per caricarlo. Poi il derby e infine Empoli. Senza strafare, ma garantendo l’equilibrio che mancava. Ad aiutarlo, da 7 mesi, c’è pure Stefano Tirelli un mental coach che Sandro Corapi (miglior Sport Coach italiano e intervistato da Leggo per il caso Schick) definisce «un bravo professionista che lavora soprattutto sulla riabilitazione fisica».
E proprio i tanti stop fisici hanno frenato l’ascesa di Santon che dal 2010 ha accumulato 362 giorni ai box soprattutto per problemi al ginocchio destro. «Quando abbiamo iniziato Davide era molto demotivato – ha detto Tirelli a ForzaRoma.info – Era diventato il capro espiatorio dell’Inter. Adesso ha scoperto una città bellissima, che conosceva poco. Stima molto Di Francesco e ci sono stati una serie di elementi che stanno determinando l’inizio di una rinascita. Dai procuratori alla famiglia che gli è stata vicino dopo le minacce. In quei giorni andai a casa sua per rincuorarlo e per aiutarlo a reagire».










