
Parliamo di scale al plurale, tra l’altro, e non di una scala, perché sebbene sia una quella che si è frantumata a terra, la stessa fa parte di un unico complesso che ne conta due.
Entrambe, ma anche le altre poste su altri livelli, sono sotto osservazione della procura e in blocco, in caso di insidie alla sicurezza dei passeggeri, potrebbero essere cambiate.
Ma perché, ci si potrebbe banalmente chiedere, la stazione non viene aperta nel mentre vengono portati avanti gli accertamenti degli inquirenti? La risposta è che l’unica via per scendere alle banchine, e per prendere i treni in entrambe le direzioni di marcia — Battistini ed Anagnina — è quella della scala mobile incidentata. Motivo, questo, che apre anche un secondo tema, quello della sicurezza dell’intera stazione di Repubblica.
Sul piano strettamente penale, invece, la procura sta indagando con l’ipotesi di reato di lesioni, visto che oltre ai ricoveri un tifoso russo ha rischiato l’amputazione di un piede, e soprattutto di disastro colposo.
In un primo momento la responsabilità del cedimento era stata affibbiata ai tifosi russi, accusati di saltare sui gradini della scala. Dai video immortalati dagli stessi supporter, però, si vede la scala accelerare notevolmente e i tifosi cadere al fondo. Nessun salto.
Il pm Francesco Dall’Olio e il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia hanno acquisito i filmati realizzati dai tifosi e quelli delle telecamere a circuito chiuso della stazione.
Obiettivo è capire se qualcun altro prima abbia saltato e se questo, in caso, abbia inciso sul crollo; oppure se si tratti di un guasto tecnico, una rottura di un pezzo meccanico, da addebitare ad Atac o ai manutentori.










