
(…) Che l’attacco non sia uno dei punti forti della Roma di Di Francesco è cosa non sorprendente. Anche nello scorso campionato il 3° posto finale era stato frutto più della seconda difesa che del quinto attacco del torneo. E il problema non è scomparso, se si pensa che la coppia di centravanti composta da Dzeko e Schick sia la meno prolifica della Serie A (3 gol in due). D’altronde, il bosniaco – pur diventato in carriera capocannoniere in Bundesliga e in Serie A – è più attaccante di manovra che killer implacabile. Il ceco, invece, è alle prese con una crisi più psicologica che tecnico-fisica, e così ormai si parla apertamente di una sua cessione in prestito per non depauperare i 42 milioni spesi per il cartellino in quell’estate di due anni fa, quando la Juve lo prese (per 30 milioni) e lo mollò per un problema al cuore poi risolto. E allora non stupisce che a tenere in linea di galleggiamento la fase offensiva siano i difensori e le palle inattive. Così, se il capocannoniere è El Shaarawy (infortunato), lo segue dappresso Kolarov, che con 4 gol ha stabilito il suo primato personale nel nostro campionato.
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