
DIFFERENZE – Le stesse differenze, enormi, che aveva denunciato Totti a settembre, prendendosi anche parecchie pernacchie. La Juve ieri sera caricava il fucile, alla Roma bastava quel click per scappare. Lo schieramento iniziale, da vittima sacrificale, DiFra lo spiega così. «Volevo dare più densità al centro, volevo che impostasse Kolarov. Cercavamo un impatto diverso fisicamente. A volte siamo riusciti a farlo bene, a volte meno». Non si butta via tutto, insomma. «L’atteggiamento e la voglia di giocare l’uno contro uno con grandi giocatori e avere un ottimo palleggio nella metà campo offensiva, queste cose mi sono piaciute. Ma non concretizziamo, ci manca malizia ed esperienza. Schick? Ha interpretato al meglio quello che ho chiesto, in alcuni cross poteva attaccare meglio la porta, ma ha dato un grande contributo alla squadra. Il futuro di Patrik? Di mercato non abbiamo parlato, mi interessa arrivare a fine mese con più punti possibili. Non possiamo parlare solo di Schick, ma da lui ci aspettavamo qualche gol in più. Ha caratteristiche importanti, si valuterà». Inutile prendersela con i singoli, ma l’errore di Santon è stato evidente. E la serie ora è lunga. «Già prima potevamo mettere in sicurezza la palla mandandola lontana. Poi Santon doveva frapporsi fra palla e avversario, una situazione che avevamo preparato sapendo che Mandzukic era molto bravo in questo, ma purtroppo abbiamo preso gol su una cosa su cui avevamo lavorato. Non abbiamo perso per colpa di Santon, però per competere dobbiamo migliorare certe situazioni»










