
Così il ministro degli Interni Salvini al termine del vertice tenuto presso l’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive convocato in seguito ai fatti tragici a margine di Inter-Napoli del 26 dicembre, costati la vita a un tifoso. «L’obiettivo è sradicare la violenza dentro e fuori lo stadio con ogni mezzo: più competenze e potere agli steward, uniformità delle sanzioni da parte dell’ordine pubblico e delle questure in tutta Italia e dei permessi di ingresso. E poi – aggiunge Salvini – serve una nuova legge per consentire alle società di fare i propri stadi, con camere di sicurezza per mettere dentro i delinquenti».
Su come perseguire i facinorosi la ricetta la fornisce il sottosegretario con delega allo sport Giorgetti: «Certezza delle pene e la possibilità di arrivare ai giudizi in tempi strettissimi, la famosa direttissima. Vanno anche immaginate aggravanti per i reati commessi in manifestazioni sportive e una diversa accezione delle sanzioni accessorie».
Assolutamente da escludere lo stop ai match in caso di cori razzisti: «È un tema molto scivoloso – ha detto Salvini – Rischiamo di mettere in mano a pochi il destino di tanti. Io preferisco prevenire e non lasciare potere di ricatto ad una frangia minoritaria. E poi è difficile trovare criteri oggettivi per la decisione su qual è un coro razzista e quale non è».
Per Salvini non va criminalizzato il mondo del tifo organizzato: «Sono assolutamente contrario alla chiusura degli stadi e al divieto di trasferta perché è la resa dello Stato». Però per le gare a rischio scontri sarebbe meglio anche per Salvini evitare i match in notturna: «Auspicherei che Genoa-Milan, di cui conosciamo le problematiche fra tifoserie, si giocasse di giorno». Infine una battuta su Juve-Milan a Gedda: «È un ossimoro che la Supercoppa italiana si giochi in Arabia tra veli e burka. Non guarderò la partita».
«Dobbiamo fare un decalogo sulle frasi razziste», ha detto il presidente della Lazio Lotito presente all’incontro. «Gli adesivi su Anna Frank? È molto più grave chi uccide per una partita che cinque figurine trovate tre giorni dopo all’interno dello stadio. Abbiamo creato un mostro su una cosa che non esisteva»










