
(…) Il dibattito dunque continua. In un certo qual modo il pensiero di Carlo Ancelotti, manifestato in tempi non sospetti, fa proseliti: pur nel rispetto delle regole servono segnali forti per far sì che gli stadi tornino a essere teatri sportivi e non arene per gladiatori senza valori e rispetto. Non conosceva il pensiero di Nzonzi, Kalidou Koulibaly, che ieri da Castel Volturno, in un video pubblicato sui social del club, ha in qualche modo risposto al collega per combattere questa battaglia che si preannuncia lunga e complessa: «Tutti insieme noi calciatori possiamo fare tanto per lottare contro razzismo e ogni forma di discriminazione».
(…) Poi Kalidou racconta della sua infanzia: «Sono nato in Francia, cresciuto lì senza problemi, con compagni di classe turchi, arabi o di altra provenienza. E il problema del razzismo lì non l’ho avvertito. Del resto lo vedi anche da com’è composta la nazionale francese. In quel Paese sono avanti, su questa problematica.” (…)










