
La novità è che da qualche anno – da quando, dopo un ventennio abbondante al Chievo, è arrivato come direttore sportivo Giovanni Sartori – la squadra nerazzurra sta un po’ perdendo la sua matrice italiana. E di conseguenza, trovano meno spazio anche i ragazzi del vivaio. Al momento ce ne sono solamente tre in rosa, e uno di questi è il 27enne Francesco Rossi, alla terza stagione da terzo portiere: nel 2014-15 giocava con la Lupa Roma, poi Prato e Teramo, soli 7′ in serie A, subentrando all’ultima giornata dello scorso campionato. Gli altri due sono due giovani stranieri, il gambiano Musa Barrow e lo svedese d’origine macedone Dejan Kulusevski, che Gasperini ha lanciato in serie A proprio domenica scorsa, 18′ al posto di Ilicic nel 5-0 con il Frosinone.
Il primo, che a Roma si ricordano benissimo per i 4 gol segnati al Tre Fontane nel peggior rovescio interno della Primavera a memoria d’uomo (1-7, e a un certo punto lo richiamarono pure in panchina), quest’anno non ha il piede caldo: 13 presenze in campionato, e neanche un gol. I tre segnati lo scorso anno, in 12 partite, e i 4 nei turni estivi di Europa League, promettevano ben altro. Il gambiano – che essendo stato tesserato a metà della stagione 2017-18, ovvero all’ultimo anno di Primavera, nella categoria dei prodotti del vivaio ci rientra per un pelo – ha tolto spazio a Marco Tumminelo, classe ’98 come lui: l’ex giallorosso, visto l’andazzo, andrà via: lo vuole il Lecce, in serie B, e lo avrà prima di fine mercato. La Roma, che lo ha ceduto a titolo definitivo ma mantiene una doppia recompra, nell’estate del 2019 e del 2020, segue l’evolversi della situazione. L’altro ragazzo del vivaio nerazzurro lanciato da Gasperini, Kulusevksi, mercoledì è tornato in Primavera, per i quarti di Coppa Italia, proprio contro la Roma: tra gol, assist e giocate c’è molto del suo talento nel 4-0 per i bergamaschi. (…)
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