
Il documento che conferma l’impatto «catastrofico» sulla viabilità del quadrante Sud di Roma, salvo stravolgimenti di tutta la mobilità cittadina, è apparso online quattro giorni dopo la consegna a Palazzo Senatorio, dopo che dal Pd a Fdi avevano minacciato di «denunciare» la sindaca se l’avesse tenuto chiuso in un cassetto, segretato. Spulciando il contratto, sin qui inedito, tra l’amministrazione comunale e il Politecnico – il timbro del protocollo capitolino è del 9 ottobre 2018 – spunta una clausola che oltre a pretendere dai professori «riservatezza» fino al termine dello studio, impone agli estensori del parere di cancellare tutte le comunicazioni con l’amministrazione. All’articolo 9 dell’accordo, dedicato alla «riservatezza» appunto, si legge testuale: «Il contraente (cioè il Politecnico, ndr) è tenuto a restituire o distruggere immediatamente, al termine del contratto, qualsiasi file, atto, documento, elenco, nota, disegno, schema, lettera ed ogni altro materiale».
Resta la domanda, cioè per quale motivo si è preteso un così meticoloso depennamento . L’opposizione ha una sua teoria. «Sono tutti documenti che abbiamo chiesto con la procedura di accesso agli atti – spiega Marco Palumbo, presidente (Pd) della Commissione Trasparenza – ma nessuno ce li ha dati».
RIUNIONI RISERVATE – I privati che sognano l’affare Tor di Valle, intanto, cercano l’accelerata, di riuscire cioè a incardinare il prima possibile l’iter per la variante e la convenzione urbanistica. Il diggì della Roma, Mauro Baldissoni, e Giovanni Sparvoli,membro del nuovo Cda di Eurnova, saranno stamattina al Dipartimento Urbanistica per fare il punto con i dirigenti comunali. E un’altra riunione è in calendario giovedì. L’obiettivo? Arrivare a un voto in Consiglio comunale entro l’estate, prima però tocca convincere il gruppo M5S, ancora diviso, dopo l’inchiesta per tangenti che ha travolto il gruppo Parnasi.










