
POCO VELENO – Finale virtuale di una gara in cui la Roma finisce per mantenere le porte involate, la propria e quella avversaria. Dzeko resta a 10 proseguendo il parallelo, stavolta molto meno dolce, con Batistuta, pure lui a secco 15 anni fa. La Roma vede la Juve allungare e Salah invece non trovarlo mai, l’allungo decisivo. Quando ci riesce, rimedia un giallo per simulazione che Spalletti commenta con un «no, non è rigore, ma poi dipende da chi è il protagonista dell’azione». El Shaarawy, invece, è ancora lì a farsi domande su Skorupski. «La verità è che non riusciamo a far gol brutti, anche di rimbalzo — dice Spalletti —. O si fanno belli belli, o niente». E niente pesa come un macigno. «Bisogna essere più cattivi, più velenosi, più rapaci — ancora il tecnico —. Noi siamo fatti all’antica, la partita la corteggiamo. Ma oggi non è di moda, si va più dritto per dritto. Bisognerebbe avere un po’ più di mestiere: se ci capitano le occasioni — e magari ne costruiamo 4-5 — comunque pensiamo che tanto ne capiterà un’altra e non andiamo decisi». E quando accade, ecco Skorupski: «Gli ho detto che è ancora della Roma, poteva pure darci una mano… -— scherza Nainggolan —. Comunque, se avessimo segnato tre gol non avremmo rubato nulla». Ma non è successo.










