
Insomma, una serie di interrogativi che, nella pratica, si sono trasformati in una stagione sulle montagne russe, tre partite male, poi tre bene al punto da illudersi che il peggio sia alle spalle, per poi ricadere a fondo. Provando a consolarsi con l’idea che si sia toccato davvero il fondo, per poi scoprire che si può anche fare di peggio. Questa altalena di sensazioni, la Roma di quest’anno ce l’ha fatta vivere non meno di cinque-sei volte, l’ultima lunedì scorso contro il Bologna, appena quattro giorni dopo la convincente prova in Champions con il Porto che, sotto la torre degli Asinelli capiranno, è un tantinello più forte della pur rinnovata e rinvigorita (dal mercato di gennaio) squadra di Mihajlovic. (…)
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