
Niente paragoni con Totti: «È davvero una forzatura. Sono onorato anche solo dell’accostamento, ma io ancora non ho fatto niente. Io sono timido, mi vergogno anche a parlarci e per questo non gli ho mai chiesto consigli. È venuto lui a darmeli. Vedendo quello che ha fatto Totti, capisci quanto si può essere attaccati a questa squadra e a questi tifosi. Sarebbe un sogno fare le stesse cose». Nicolò racconta poi l’emozione per l’esordio col Real: «A fine riunione il mister mi comunicò che avrei giocato, mi chiese se ero pronto. Io gli ho detto di sì. Invece di riposare, sono stato tutto il giorno in camera a guardare il soffitto.
De Rossi è venuto a dirmi di giocare come sapevo, a due tocchi. Anche Totti lo ha fatto». Eppure c’è stato un momento in cui Zaniolo ha pensato di smettere: «È successo quando la Fiorentina mi ha mandato via. È stata una doccia fredda e ci ho pianto una settimana intera. Poi mi sono rimboccato le maniche. Sono andato all’Entella, vicino alla mia famiglia, e da lì è nato tutto. Ora sono cambiate le attenzioni nei miei confronti. E anche nei confronti delle persone che mi stanno attorno. Però voglio che si parli molto di più di me e di quello che faccio in campo, rispetto a quello che c’è fuori».
Basta speculazioni sui social: «Sono nato nell’era dei social ed è difficile non utilizzarli. Ti ci diverti, ma so che bisogna stare attenti. Ma la gente è andata a ripescare dei post che ho fatto quando avevo 13 anni…» in cui tifava Juve. Acqua passata.










