
Le condizioni del tifoso del Liverpool, a vari mesi dall’evento, rimangono molto gravi, a causa delle lesioni cerebrali riportate. Altri due ultrà romanisti coinvolti nei tafferugli – Filippo Lombardi e Daniele Sciusco – erano già stati condannati in Gran Bretagna, non per l’aggressione bensì per disordini violenti, rispettivamente a 3 anni e 2 anni e mezzo di reclusione. Durante l’udienza, in cui è stato sottolineato come sia la Roma sia il Liverpool abbiano aiutato concretamente Cox nella sua riabilitazione, ha preso la parola sua figlia: «Mio padre è stato vittima di un brutale attacco. È andato a vedere una partita con suo fratello ma non è più tornato a casa. Per noi il futuro è incerto». Il giudice Brown durante l’udienza ha mostrato il video completo dell’aggressione a Sean Cox e ha detto a Mastrelli: «Dopo quello che era successo sei andato allo stadio a goderti la partita e questo è stato – riporta sempre il Liverpool Echo – particolarmente insensibile visto quello che era appena accaduto». La campagna Support Sean ha permesso, infine, alla famiglia di raccogliere 1 milione di euro per le cure. Una parte arriva direttamente dal club giallorosso: 100mila euro dalla fondazione Roma Cares, mentre altri 50mila sono stati donati personalmente dal presidente Pallotta.










