
In vista della gara con il Porto è più ottimista per la propensione europea della sua squadra o è comunque preoccupato viste le prestazioni nelle ultime partite? “Chiaramente non posso essere totalmente ottimista: sono preoccupato sì, è inevitabile. Perché non si può essere contenti di certe prestazioni, di tanti errori ripetuti che vanno a inficiare il lavoro che si fa. Ora però dobbiamo ripartire e capire se veramente c’è qualcosa da cambiare, in senso generale, per riportare quella concentrazione che nelle ultime gare è venuta meno. Oggi è stato un po’ il culmine di queste prestazioni, contro una squadra che ha fatto meglio di noi, punto e basta. Specialmente, ribadisco nel primo tempo. Nel secondo tempo invece c’era la sensazione di poterla pareggiare da un momento all’altro, ma il secondo gol ci ha tagliato le gambe, sempre partendo da un fallo laterale”.
I tifosi negli ultimi tempo temevano due partite in particolare: Firenze e derby. Sono arrivati 10 gol: possono essere spiegati solamente con discorsi sull’atteggiamento o ci sono da fare valutazioni tecniche anche sui singoli giocatori? Forse abbiamo sbagliato qualche giudizio…
“La responsabilità è di tutti, di chi scende in campo e di chi allena. Darti delle risposte differenti sì, mettiamola come vuoi. Ma al di là del valore tecnico, perché molte volte hai dimostrato di avere delle qualità, io credo che l’ardore, l’abnegazione, un po’ spirito agonistico maggiore debba sempre servire. Mi sembra chiaro che un derby si carica di per sé come partita. Ma dei deficit li abbiamo sicuramente in questo senso, lo abbiamo dimostrato per l’ennesima volta. E’ un po’ la squadra che ha dimostrato sì ripartenze ma anche delle ricadute”










