
La Roma di Ranieri Ed è stata la Roma di Ranieri sin dal primo minuto: una squadra equilibrata, compassata, poco disposta a rischiare se non lo richiede il momento della partita, quasi a dispetto dello schieramento comunque molto offensivo scelto dal tecnico per l’esordio in una fredda e piovosa serata di metà marzo. Scelte quasi obbligate per il tecnico che in difesa, davanti a Olsen, ha confermato Florenzi terzino con Santon al posto di Kolarov e in mezzo la coppia di centrali mancini Jesus (centrodestra) e Marcano, a metà campo la cerniera di Cristante e Nzonzi con due esterni d’attacco come Kluivert (a destra) ed El Shaarawy, e davanti Zaniolo a scegliere le traiettorie migliori per proporsi accanto a Schick, centravanti rinfrancato dalle belle parole del tecnico e subito protagonista. Di fronte un Empoli davvero troppo attendista, con il suo 352 che è diventato stabilmente 532, versione assai difensiva di un sistema di gioco che recentemente aveva messo tanto in difficoltà la Roma, l’ultima volta nel derby. Ma Iachini, che da Ranieri è stato allenato, ha scelto di tenere gli esterni Di Lorenzo e Pasqual a rinforzo dei tre difensori, per garantire sempre in difesa una superiorità numerica sui quattro elementi offensivi giallorossi, a costo poi di lasciare qualcosa nelle manovre offensive.
I numeri del primo tempo (…)
PER LEGGERE L’ARTICOLO COMPLETO CLICCARE QUI










