
LE TANGENTI – Per l’accusa, De Vito avrebbe ottenuto tangenti dai costruttori Luca Parnasi, Claudio e Pierluigi Toti, e Giuseppe Statuto. Le mazzette sarebbero state corrisposte sotto forma di incarichi di consulenza intestati allo studio di Mezzacapo. In cambio, il politico avrebbe aiutato gli imprenditori influenzando, dall’interno del Campidoglio, le votazioni delle delibere legate a quattro progetti di primo piano. In primis, la realizzazione dello Stadio della Roma, fiore all’occhiello del gruppo Parnasi.
L’imprenditore aveva chiesto aiuto anche per ottenere il via libera alla realizzazione di uno stadio del basket nei locali della ex Fiera di Roma. Era stato proprio Parnasi, arrestato lo scorso giugno per associazione a delinquere, a raccontare ai pm i rapporti opachi con De Vito e con altri politici. Il gruppo Statuto, invece, avrebbe pagato 24mila di euro per avere agevolazioni nella trasformazione dei manufatti della vecchia stazione di Trastevere in un albergo di lusso. Mentre, per i pm, i fratelli Toti avrebbero corrisposto 110mila euro in relazione al progetto di riqualificazione degli ex Mercati generali.










