
Una squadra completamente padrona del campo, disinvolta nel palleggio, capace di creare un’occasione dietro l’altra e, tutto sommato, limitare al minimo i rischi nella sua area nonostante una difesa del tutto sperimentale, con De Rossi arretrato, Juan Jesus spostato a sinistra a tamponare le scorribande del velocissimo Venuto e i convalescenti Rudiger e Bruno Peres costretti subito agli straordinari. Ancora una volta il trascinatore è Dzeko, che segna la sua prima doppietta europea in giallorosso e raggiunge quota 12 in stagione: il bosniaco in questo momento è devastante come pochi altri attaccanti in Europa. Timbran oil cartellino anche il generoso De Rossi e il «redivivo» Nainggolan, bravi a sfruttare due regali della difesa da comiche dell’Austria Vienna.
Paredes dirige le operazione a centrocampo con la personalità di un veterano, Peres ha fiato e gambe per spingere senza sosta, El Shaarawy si diverte per una volta da suggeritore, senza dimenticare il necessario lavoro di copertura da esterno nel 3-4-2-1 disegnato da Spalletti, Perotti regala strappi interessanti. Insomma un dominio ben più netto rispetto a quanto dica il risultato. Ma, come detto, l’approccio non è stato all’altezza: dopo 93 secondi la Roma va sotto, perforata sul lato sinistro e castigata sull’altro dopo una «frittata» tra Alisson e Rudiger e il salvataggio non riuscito a Peres. Trascorsi neppure tre minuti si va sull’1-1 con un gol in fotocopia di quello segnato all’Inter: Peres innescato in velocità (allora fu Salah stavolta è Paredes), taglio sul primo palo di Dzeko e palla nel sacco.
Sorpasso firmato da De Rossi, poi una valanga di occasioni sciupate fino al tris di Edin nella ripresa e il poker di Nainggolan. A quel punto è impossibile non pensare a quanto accaduto nella gara d’andata e, pur provando a gestire, i giallorossi riescono a regalare un’altra rete agli austriaci. Nel doppio confronto fanno cinque, un’enormità pensando al valore modesto degli avversari. Ma va pure detto che la Roma ne ha segnati 7. Pensiero finale al baby De Santis: Spalletti lo fa alzare nel recupero, la palla non esce e il debutto non arriva. Basterà non far scherzi la prossima gara col Plzen e in Romania ci sarà spazio per tutti.










