
L’ANNO DEL RECORD – Nel 2013, prima della sosta, la Roma veniva dalle 10 vittorie di fila e dai due pareggi contro Torino e Sassuolo. Dopo ce ne sono stati altri due, contro Cagliari e Atalanta, e uno con il Milan, intervallati soltanto dalla vittoria contro la Fiorentina. Quella però era una Roma che, nonostante tutto, viaggiava con il vento in poppa, con giocatori entusiasti del nuovo allenatore e, soprattutto, non sentiva la pressione di chi è costretto a vincere. Diverso il discorso nel 2014: dopo la sosta di novembre per Garcia c’è proprio l’Atalanta e la Roma va a vincere a Bergamo 21 con reti di Ljajic e Nainggolan. Poi batte l’Inter in casa e il Genoa a Marassi, ma pareggia contro Sassuolo e Milan.
IL CROLLO – Lo scorso anno il calo più evidente: la Roma saluta ottobre perdendo a San Siro contro l’Inter, con gol di Medel, e di fatto lì finiscono i sogni di primato e, forse, anche l’avventura di Garcia. La vittoria per 2-0 nel derby dell’8 novembre, prima della pausa, sembra rimettere le cose a posto, ma il ritorno dalle nazionali è un’agonia: la Roma pareggia 2-2 a Bologna nel diluvio, poi perde in casa con l’Atalanta, pareggia a Torino e a Napoli e riesce solo a battere il Genoa all’Olimpico. In mezzo, lo stentato pareggio con il Bate Borisov che regala la qualificazione agli ottavi di Champions fischiata da mezzo stadio e la clamorosa eliminazione in Coppa Italia contro lo Spezia. Stavolta, in coppa basterà battere il Viktoria Plzen il 24 per rendere la trasferta in Romania una gita, mentre il campionato aspetta di capire se la squadra di Spalletti non si scioglierà con l’arrivo dei primi freddi. Dall’Atalanta al Chievo, passando per Pescara e, soprattutto, Lazio, Milan e Juve, arriveranno le risposte.










