
MARTINEZ PUNGE – Ieri a rimescolare un po’ l’umore di Nainggolan ci ha pensato ancora una volta Martinez, che lo ha lasciato fuori nell’ultima ronda per le sfide contro Olanda ed Estonia. «Non ho problemi con Radja, che considero un ottimo giocatore — ha detto il c.t. del Belgio — Non ha fatto nulla di male, solo che gli altri hanno fatto meglio di lui. La porta per lui resta aperta, ma deve guadagnarsi il posto e convincermi che stia bene fisicamente». Non proprio delle carezze, appunto. Parole che (forse) stimoleranno Nainggolan a fare di più e a ritrovare presto la forma migliore. Già, quella forma che non è più quella della scorsa stagione e del playoff Champions di agosto: quel centrocampista lì Spalletti – mica solo Martinez – si augura di ritrovarlo presto.
IL CONTATTO – Perché poi il cuore della questione, almeno per il club, è proprio questo: lo stato di forma e le prestazioni. E da lì (ma non solo) nasce il temporeggiare sull’adeguamento di Radja, che il contratto lo ha rinnovato il 13 luglio 2015. Insomma, la Roma non ha fretta, complice anche la perdita della Champions League. Nainggolan, invece, si aspetta che la Roma rispetti la promessa avuta in dote quest’estate, quando prima il Manchester United e poi il Chelsea lo corteggiarono fino a offrirgli quasi 6 milioni di euro. Offerte rispedite al mittente, in attesa che la Roma salisse da 4 a 5. Tra l’altro, venerdì a Trigoria si affaccerà anche Alessandro Beltrami, l’agente di Nainggolan. E magari ci sarà anche l’occasione per riprendere il discorso. Di certo, la Roma un passo prima di Natale lo dovrà fare. Proprio per evitare che le sirene estere tornino a suonare. Anche quelle italiane, con la Juve in testa ma non solo. «Non giocherò mai in bianconero» disse un giorno il belga. La fila è lunga, però. L’accordo potrebbe trovarsi con alcuni bonus, così da mantenere invariato l’ingaggio base. La strada si trova, in fondo basta volerla imboccare. E qualche dubbio sulla reale volontà della Roma a Nainggolan è pure venuto. Sarà bene metterci una toppa prima che il mondo non s’infili tra quei punti interrogativi.










