
Una confusione che sta irritando non poco il club romanista, sempre più tentato dalla fuga. Specie se la trattativa dovesse allungarsi o, peggio, far saltare il “vecchio” piano sul quale la Conferenza dei servizi è finalmente al lavoro. A quasi due anni dal varo in assemblea capitolina. Due anni che andrebbero irrimediabilmente persi. Ad alimentare il caos, la polifonia grillina. «Lo stadio della Roma rappresenta solo il 15-20% del progetto complessivo, noi non siamo contrari, ma va analizzato per bene», ha detto ieri ai microfoni di Centro Suono Sport la consigliera regionale Silvana Denicolò: «In Comune stanno lavorando alacremente ad una nuova delibera». Parole che suonano però come una fuga in avanti rispetto a quelle pronunciate a stretto giro dal collega capitolino Enrico Stefàno: «C’è la volontà di andare avanti e di confrontarsi con la società. Ci saranno dei ritocchi, cose da rivedere insieme», ha spiegato il giovane consigliere. Badando bene a non parlare di nuova delibera. Né ad avallare la soluzione prospettata da Berdini: «Ci sono diverse ipotesi sul tavolo, non solo quella» ha precisato Stefàno. «L’ipotesi di mantenere la versione originaria non è quella maggioritaria, ma restano tutte sul campo».
Sul piede di guerra l’opposizione: «Stefàno conferma le divisioni in seno alla maggioranza, che irresponsabilmente prolunga i tempi amministrativi per iniziare i lavori e rischia di far fallire il progetto», tuona il consigliere pd Giulio Pelonzi. «I contorcimenti dei grillini continuano a danneggiare la città e fanno perdere opportunità, finanziamenti e migliaia di posti di lavoro».










