
Ma, anche Giachetti, tra i candidati a sindaco, provò a portare al suo mulino la popolarità di Totti dicendo, nel corso di una puntata di Matrix, che se avesse vinto gli avrebbe chiesto consiglio su come promuovere lo sport a Roma, soprattutto in periferia. Se, tuttavia, può sembrare poco un Totti assessore, c’è qualcuno che gli ha dato il giusto merito: eccolo ricevere cinque voti per l’elezione a Presidente della Repubblica nel 2015. E se un campione come lui è un simbolo, facile diventi anche metafora: così Massimo D’Alema regalò a Renzi la maglia numero 10 giallorossa, gesto interpretato come uno sberleffo alla furia rottamatoria del premier. Ma capitò che il buon Francesco fosse coinvolto nella campagna elettorale anche con qualche fibrillazione. Accadde nel 2008, quando si votava sia per le politiche che per il Campidoglio, con candidati Veltroni e Rutelli. Il feeling tra Walter e Francesco calciatore è sempre stato noto e mai nascosto. E confermato quando il campione si presentò ad una festa organizzata per il passaggio del testimone tra i due esponenti della sinistra(Rutelli infatti si candidava al Campidoglio al posto di Veltroni, che correva da premier). Ma fu una lettera inviata da Francesco (calciatore) a Francesco (candidato) a scatenare la bufera: «In bocca al lupo per la tua partita», gli scriveva. Frase che venne stampata sui manifesti elettorali. Berlusconi protestò: «Non ci sta con la testa». Ne nacque una grande polemica, e Veltroni cavalcò la cosa nel finale di campagna elettorale, decantando a Piazza del Popolo l’animo buono del campione giallorosso. Il dissidio tra il Cavaliere e il fuoriclasse, tuttavia, è totalmente sfumato negli anni. Il primo ha parlato bene del secondo una marea di volte. Affetto ricambiato. Lo dimostra il video messaggio di auguri del campione per gli 80 anni del leader di Forza Italia. D’altronde, tra bandiere…










