
Merito anche della decisione intrapresa da gruppi organizzati della curva nord, intenzionati nel proseguire il sostegno allo stadio dopo le proteste e il successivo abbandono del settore andato in scena nella passata stagione. Rimarranno quasi sicuramente a casa invece i gruppi organizzati del tifo giallorosso, uniti nella «battaglia» contro le nuove norme di sicurezza adottate dalle istituzioni all’interno dello stadio Olimpico. Un’assenza forzata che non può spiegare del tutto però la bassissima presenza prevista dal lato romanista, tanto da costringere la società nel proseguire la vendita libera partendo da un settore alla volta. Come lo scorso anno si prevede al momento la chiusura dei distinti sud lato tribuna Tevere e la metà della curva sud, già divisa dalle tanto odiate barriere. Se non avverrà nessuna impennata nei prossimi giorni quindi, il fulcro del sostegno giallorosso si posizionerà nei distinti sud lato tribuna Monte Mario, una consuetudine che la Roma si è ormai abituata a vivere già in questa stagione. Un derby da 30.000 spettatori (per ora una rosea previsione) che comporterà meno grattacapi alle forze dell’ordine, pronte a riunirsi giovedì per stilare l’ ultimo piano di sicurezza prima della gara. La proposta di anticipare il fischio d’ inizio alle 12.30 è stata poi accantonata grazie anche alle previsioni di una scarsa partecipazione all’evento, che riduce sostanzialmente la possibilità di eventuali contatti tra le tifoserie al termine della partita con il calare della notte. Nel frattempo i tifosi di Roma e Lazio sperano comunque di poter trasmettere l’atmosfera della stracittadina in uno degli allenamenti della squadra programmati in settimana. Mentre a Formello si è già deciso di aprire le porte del centro sportivo nella giornata di giovedì, a Trigoria si valutano soluzioni differenti. Magari proprio al Tre Fontane, pronto per accogliere la prima squadra. Come ai vecchi tempi.










