
La gara l’ha decisa una giocata da fenomeno di Nainggolan. E un pizzico del merito se lo può prendere Spalletti che lo ha avvicinato alla porta. «Quando si è allenatori bisogna fare delle scelte, Radja è il Perrotta della mia prima Roma. Magari nello stretto perde qualche palla di troppo però fa giocare male gli altri e rientra sempre sui mediani: quell’accelerazione ce l’ha solo lui». E adesso la Juventus, la sfida che il popolo giallorosso attende con entusiasmo e speranza. «Vogliamo vincere come tutte le partite e dobbiamo andar lì con la convinzione di esserci meritati questa possibilità e provarci fino in fondo. Ce l’andremo a giocare, il cliente per noi è scomodo ma l’occasione è fenomenale, irripetibile per certi versi. Contro di loro ci vorrà una prestazione completa, ritmo alto e non gli si deve lasciare il pallino, altrimenti loro son bravi a giocarti sulle linee. Sono bravi a portare a casa la vittoria con il minimo sforzo ed è sbagliato parlare di fortuna: la squadra di Allegri non disperde energie inutili. Chi temo della Juve? Tutti, anche i tifosi. Quando si ha gamba si fa la partita, se devi sempre recuperare palla come accaduto stasera in certi frangenti, i loro centrali avviano l’azione e accade l’episodio del rigore». A Dzeko per una volta riserva (quasi) solo complimenti.«C’è stato solo lui nel secondo tempo – lo promuove Spalletti – ci ha permesso di far salire la squadra perché non riuscivamo a distenderci bene: ha fatto cose fenomenali da grande giocatore. Invece nel primo tempo ha sbagliato un po’, a volte sembra sempre che”ciondola” ma è un ragazzo forte». Sabato il tifo sarà quasi tutto per i bianconeri, ma ieri la Roma ha ritrovato il suo pubblico. «C’era il richiamo di una grande partita e vedere i tifosi partecipare è stato importante: i ragazzi avevano necessità di sentire l’urlo dell’Olimpico ed è un passo in avanti per noi». Serata bella, intensa, da ricordare. Sognandone una ancora più bella.










