
CRESCITA – Traduzione semplice semplice: Mario Rui, il titolare a bocce ferme del ruolo, ora dovrà faticare per riprendersi il posto dopo l’infortunio. Emerson è un giocatore per l’oggi e per il domani. Il riscatto è virtualmente avvenuto, la 12a presenza è già scattata. Soldi ben spesi, questi due milioni di euro. Mancino puro, con grande propensione all’attacco, con il lavoro quotidiano a Trigoria e le «ripetizioni» dello staff tecnico giallorosso il brasiliano ha corretto molto della sua fase difensiva. Per dire: in campionato ha vinto il 77% dei contrasti effettuati, un 4% più di Manolas tanto per fare un esempio. Segnale di buona condizione atletica e di grande predisposizione alla concentrazione.
TRADIZIONE – Chissà se anche di questo avrà parlato con suo fratello. «È il mio idolo, ci sentiamo spesso e ci scambiamo molto consigli», ha raccontato Emerson in una vecchia intervista. Storia curiosa, storia di una famiglia mezza italiana con il pallone nel destino: il fratello, Giovanni Palmieri, è anche lui un laterale sinistro di difesa. Classe 1989, gioca nella Fluminense, in passato ha avuto come compagno di squadra Gerson. L’allievo ha superato il maestro, si potrebbe dire. Emerson ha conquistato la Roma, non è più un numero di una rosa: un Natale fa questo era. Un Natale dopo altro è diventato.










