
FLORENZI PREPARA IL RITORNO – Nella giornata di riposo concessa da Spalletti, ieri Alessandro Florenzi era a Trigoria ad allenarsi. L’azzurro prosegue il suo programma di recupero. Ieri ha svolto allenamento individuale e per la prima volta ha cominciato a calciare il pallone. Il centrocampista ha esternato su Facebook la sua emozione, sul suo profilo ha postato una foto delle sue scarpe da calcio insieme alla didascalia: «Quanto mi siete mancate!». Florenzi conta i giorni che mancano al suo ritorno in campo e vorrebbe accorciare i tempi. Tra una decina di giorni comincerà ad allenarsi con la Primavera. Il suo obiettivo è rientrare il 7 febbraio, nella partita all’Olimpico contro la Fiorentina, a 102 giorni dall’intervento ai legamento del ginocchio, eseguito dal professor Pierpaolo Mariani il 28 novembre scorso. Al massimo il suo rientro potrebbe slittare di una settimana, in una partita alla quale Florenzi tiene parecchio, quella contro il Crotone, in programma in Calabria il 12 febbraio. A Crotone Florenzi si è imposto nel calcio che conta, convincendo la Roma a riscattarlo e a riportarlo in giallorosso.
VERSO IL RECORD – Il programma riabilitativo dell’ortopedico che lo ha operato procede nel migliore dei modi. Alla fine di gennaio, al massimo ai primi di febbraio, sosterrà il primo test ufficiale con la Primavera, prima di tornare ad allenarsi con la prima squadra. Le condizioni del ginocchio verranno comunque monitorate giorno dopo giorno per capire come reagisce. Florenzi è tornato a correre dal 20 dicembre. Lavora sempre con il fisioterapista Alessandro Cardini, con il quale si è allenato anche durante la vacanze alle Maldive. Ha fatto gli straordinari anche sotto Natale per centrare il suo obiettivo, tornare a tempo di record. Di questo passo infatti il centrocampista può battere il record di centocinque giorni per recuperare dalla rottura del crociato che aveva impiegato qualche anno fa Houssine Kharja, con un breve passato anche nella Roma. Se Florenzi dovesse farcela per febbraio, stabilirebbe un nuovo primato. La società non ha fretta e i preparatori in certi momenti devono frenare il giocatore, che con il suo entusiasmo vorrebbe bruciare le tappe a tutti i costi. I fisioterapisti che lo hanno seguito assicurano di non aver mai visto un recupero del genere per un giocatore che si è rotto il crociato.










