
Pur non essendo emersa nessuna indicazione specifica su quale opera pubblica possa saltare per mantenere in equilibrio tutto il progetto, l’indiziato numero uno per la cancellazione continua a essere il finanziamento di 50 milioni e spicci per la metro B o la Roma Lido. Il possibile iter per giungere a questa riduzione è inserire la modifica della delibera Marino dentro il testo della futura variante urbanistica che verrà discussa in Consiglio comunale. Vi è una seconda ipotesi che circola in Campidoglio e che prevederebbe di ritoccare, dentro la variante urbanistica, gli indici di edificabilità, cioè uno dei parametri sul quale si calcola lo sviluppo delle cubature. In sostanza, il Comune marca 5Stelle riterrebbe che ai tempi della giunta Marino questi indici siano stati calcolati in modo troppo generoso in favore della Roma. Quindi, ora si possono abbassare: questo significa non toccare le opere pubbliche, che rimarrebbero tutte invariate, ma agire su un altro elemento che determina le cubature. Quindi, di fatto, le cubature date in compensazione si ridurrebbero e i proponenti pagherebbero la costruzione dell’intero complesso più di quanto previsto fino ad oggi. Altro vantaggio in questa ipotesi: la conferma di tutte le opere pubbliche andrebbe a sgonfiare i rischi di potenziali ricorsi al Tar basati sulla cancellazione delle opere di pubblico interesse; non sarebbe necessario un nuovo progetto e si proseguirebbe con l’attuale Conferenza di Servizi.
E mentre continua a rafforzarsi il ruolo di grande tessitore del presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito, ormai stabilmente presente a tutte le riunioni anche in vista della futura votazione in Aula della variante urbanistica, nella serata secondo round con la Raggi che ha incontrato (nuovamente) la sua maggioranza e gli assessori oggi mancanti, Berdini («c’e stato uno sgombero a Roma, non so se vivete in questa citta…», ha detto ai giornalisti che gli chiedevano conto della sua assenza mattutina mentre era impegnato per lo sgombero del centro sociale Alexis) e Frongia. La partita che si sta giocando è delicatissima: al momento c’e solo la richiesta del Comune di ridurre le cubature di questo 20% ma rimane ancora la necessità di capire come fare senza violare la delibera di pubblico interesse di Marino, mantenendo le opere pubbliche e facendo rimanere l’intera opera, da 1 miliardo e quasi 700 milioni di euro di investimenti privati, in equilibrio economico finanziario.










