
RADJA E SUPERIORITÀ – Media quasi da record per i giallorossi – 44 punti in 20 giornate – in un torneo dall’8° turno al secondo posto. Sbagliando gol. E senza Salah, Perotti e Florenzi. Ma c’è Nainggolan che fa per tre (nel senso di fasi di gioco). Ormai il ruolo scelto per lui da Spalletti è il trequartista, ma il belga lo interpreta a modo suo, togliendo qualsiasi punto di riferimento agli avversari. Il 3-4-2-1 è soltanto il sistema di partenza: El Shaarawy, l’altro trequartista, si appoggia a sinistra da seconda punta, mentre Nainggolan sta dietro a Dzeko, arretrando e scattando tra le linee. In 12’ già due occasioni: il tiro di Elsha a botta quasi sicura (parato da Karnezis) e il gol di Nainggolan al volo, tra Felipe e Danilo, su lancio di Strootman alla Pjanic. Facile. Fin troppo.
DELNERI RIPARA… – C’è una spiegazione: nei settori chiave Spalletti ha sempre la superiorità sul 4-3-3 dell’Udinese. A sinistra, infatti, Faraoni si trova schiacciato tra Elsha ed Emerson (senza l’aiuto di Fofana e De Paul). Dall’altro lato Nainggolan più centrale, Dzeko che gli sta davanti e Bruno Peres che arriva in velocità puntano in massa Felipe, mentre Kums fatica a inseguire. Intanto la coppia Paredes-Strootman surclassa il reparto rivale. Sarebbe addirittura 2-0 se al 18’ Dzeko non scaraventasse in curva il rigore per «mani» di Faraoni. A questo punto Delneri passa al 4-2-3-1: Fofana e Kums schermano un po’ i due centrali di Spalletti, mentre il fronte d’attacco a quattro, con De Paul che dà profondità e il movimento di Thereau, obbliga la Roma ad abbassarsi. Sulla scacchiera si torna in parità. All’Udinese le ripartenze ora riescono e Jankto aggredisce da sinistra. Un meccanismo che crea cinque occasioni (Felipe, De Paul due volte, Thereau, Zapata) e che sembra destinato al pari. Invece no.
…E POI SBAGLIA – Impazienza da gol, o lettura poco lucida delle situazioni, comunque Delneri smonta il gioco appena riparato togliendo a inizio ripresa Jankto (ma perché?) per Perica. E poi Zapata, che tiene alti i suoi, per Hallfredsson. Era meglio restare come prima e magari togliere Thereau, o rinunciare a Kums o Fofana. I cambi, il 4-3-1-2, di nuovo il 4-2-3-1 che sembra 4-2-4: l’Udinese perde misure e ritmo, favorendo così la gestione del vantaggio romanista. E fortuna per lui che Dzeko smarrisca la bussola: bravo Karnezis ma troppi errori, trai quali un colpo di testa sottorete, da solo, che sembra un rinvio in angolo di un difensore. La classifica però non se ne accorge.
E ORA EMPOLI E CAGLIARI – Le vittorie della Roma sono 14 in 20 giornate (solo nell’anno dello scudetto 2001 erano state 15). E i rigori 10 (primo errore dopo 9 centri): in area la Roma c’è. Non segna Dzeko? Nainggolan è al quarto gol. Per l’Udinese, l’ottava sconfitta di fila con la Roma non è soltanto tradizione: rispetto all’Inter un passo indietro nel gioco e nei meccanismi offensivi, oltre che in alcuni singoli (questo Fofana è lontanissimo da Pogba). Non è un problema di retrocessione, visto che le tre predestinate continuano un campionato a perdere. Ma l’Udinese sa far meglio. Per la prima volta due sconfitte di fila con Delneri, ma contro l’Empoli i valori dovrebbero essere più equilibrati. La Roma invece ha un’occasione da non sprecare (come successo all’andata): mente Milan-Napoli e Juve-Lazio si pestano i piedi, c’è il Cagliari all’Olimpico per sognare.










