
CRESCITA – Nemmeno il presidente Pallotta, molto attento ai conti e alla serenità dei suoi ragazzi, avrebbe allora pensato che trattenere Nainggolan sarebbe stato un affare economico oltre che tecnico: oggi Radja, che va per i 29 anni, vale più dei 40 milioni delle offerte di giugno 2015. Il doppio, dicono a Trigoria, o anche di più. Impossibile valutare un calciatore che risolve problemi grazie alla propria originalità: Nainggolan è un androide non solo dal punto di vista tecnico-tattico ma anche fisico. Prende calci e gioca. Si stira un polpaccio e gioca. Si diverte la sera e gioca. Spesso meglio degli altri e a velocità superiori rispetto agli altri. E’ un corpo da studiare, il suo, sotto alle decine di tatuaggi che lo decorano, perché supera i limiti di comprensione dei guru della preparazione atletica. Nainggolan ha vissuto già 2.211 minuti in stagione, tra campionato e coppe, più di ogni suo compagno. E’ quarto nella classifica italiana, portieri esclusi, dietro ad Acerbi e Peluso del Sassuolo e a Callejon del Napoli. In più in fase realizzativa, muovendosi da «cavallo di razza fuori dal recinto» come gli chiede Spalletti, è diventato un vero trequartista contundente. Contro la Sampdoria, in Coppa Italia, ha segnato la prima doppietta in carriera, portandosi a sette gol stagionali con almeno una rete in ciascuna competizione in cui è impegnata la Roma, con un trend crescente: cinque gol sono arrivati nelle ultime otto partite.
NODI – A questo punto gli restano due obiettivi personali: riconquistare un ruolo nevralgico nel Belgio, dove il nuovo ct Martinez non lo ha ancora inserito in pianta stabile tra i titolari, e ottenere il famoso ritocco sul contratto, che non chiede di prolungare (scade nel 2020) ma di adeguare al mercato. Pallotta per ora ha bloccato i rinnovi, da Manolas a Strootman, perché ha necessità di abbassare il monte ingaggi della rosa in ossequio al fair play finanziario. Però un premio fedeltà per Nainggolan dovrebbe arrivare lo stesso, sotto forma di bonus. Lo merita il suo attaccamento alla Roma, che in sella al suo purosangue chiamato Ninja conta di galoppare verso un titolo, e lo si deve ai suoi numeri da campione speciale.










