
È anche questo uno dei segreti della ritrovata solidità difensiva, con la Roma che non ha subito gol neanche in Coppa Italia, dopo che le due trasferte consecutive in campionato sono rimaste con la casella del passivo bloccata sullo zero. «Divido questi meriti con gli altri compagni, perché quello che conta è sempre la squadra e non il singolo – spiega Rudiger, a Sky – è stato importante non subire reti nelle ultime tre gare, perché i campionati si vincono così. E io sono ossessionato dalla vittoria, così come Spalletti». Il tema dell’ossessione che ricorre, inculcato dal tecnico e rimbombante nella testa dei calciatori. D’altra parte domani la Lazio andrà a giocare a Torino, involontario ago della bilancia della corsa al vertice tra giallorossi e Juventus. «Ma io spero di giocarmi tutto contro i bianconeri nella gara di ritorno – la sfida lanciata da Rudiger – siamo in corsa su tre fronti e puntiamo a vincere almeno un trofeo quest’anno. Dobbiamo solo concentrarci al massimo senza parlare». Senza fare troppi proclami, più che altro, come, sempre Spalletti, ha tenuto a ribadire ieri nello spogliatoio di Trigoria, per caricare i suoi, mantenendoli però saldamente con i piedi per terra.
E il mercato? Manca una decina di giorni alla chiusura e la Roma continua a muoversi su più fronti. Resta forte l’interesse per Jesé, fermo ancora al Psg, mentre non si molla la pista che più piace all’allenatore giallorosso, ossia Defrel. Un po’ alla finestra, un po’ con un coniglio pronto – e segretissimo – da tirar fuori dal cilindro, la Roma aspetta gli ultimi giorni.










