
RECORD IN ATTESA – E quel giocatore lì, Nainggolan, oggi giocherà per la 5a volta contro il «suo» Cagliari, la squadra che lo ha imposto e contro la quale il Ninja non ha mai perso (tre vittorie e un pareggio). Anche oggi andrà a caccia di un’altra vittoria per continuare a dare pressione alla Juventus. Vittoria che poi sarebbe la numero 13 consecutiva della Roma all’Olimpico, impresa riuscita solo alla Roma di Campo Testaccio nel 1930. Spalletti ci crede, anche per cancellare quell’orribile 22 dell’andata: «Vogliamo far vedere che non siamo quelli lì dell’andata, anche se da quella partita abbiamo tratto degli insegnamenti, poi siamo migliorati». Quella, tra l’altro, fu una delle poche partite giocate in giallorosso da Vermaelen. «Ma ora siamo tutti un po’ Vermaelen — continua il tecnico — nel senso che gli altri difensori sono saliti talmente tanto di livello e le cose funzionano bene. Quando lo utilizzerò farà vedere quello che sa fare».
ATTESA DEFREL – Nel frattempo, però, ci sono due partite da giocare. Quella contro il Cagliari stasera e quella in sede di mercato, con la Roma sempre più addosso a Gregoire Defrel, l’attaccante del Sassuolo di cui ieri Di Francesco ha parlato così: «Sta vivendo un momento particolare: ha avuto qualche problemino fisico, quello che gira intorno non aiuta nessuno». La Roma aspetterà fino al termine della prossima settimana per vedere se ci sarà la possibilità di portarlo a casa con un pagamento differito: prestito oneroso oggi, obbligo di riscatto a 18 mesi per un’operazione da circa 20 milioni di euro. Anche se, per esempio, per un dirigente come Pierpaolo Marino dietro le titubanze del Sassuolo ci sarebbe un perché: «La Juventus, preoccupata dalla possibilità che la principale concorrente per lo scudetti si rinforzi e che con il Sassuolo ha rapporti anche migliori della Roma». Di certo, Spalletti si aspetta qualcuno in grado di spostare: «Se si può prendere uno di livello ok, altrimenti restiamo così e siamo competitivi lo stesso. Sempre che non succeda qualcosa». Chiusura sui centri di potere della Roma illustrati dall’ex d.s. Walter Sabatini: Boston (Pallotta), Roma, Londra (Baldini) e Spagna (Monchi). «Io in realtà pensavo fossero addirittura cinque, compreso il Torrino, dove abita Sabatini. Ma se la squadra va bene, il merito è anche suo che ha contribuito e molto a crearla».










