
STESSO SPARTITO – «Non ci possiamo permettere di perdere altri punti per strada». Spalletti avvisa il gruppo. E’ il momento di spingere forte, anche perché la rosa è quasi al completo (21 convocati e nessun primavera), mancando solo Florenzi (da domani lavorerà con Alberto De Rossi) e Salah (ancora a disposizione della Nazionale). Grenier, l’ultimo arrivato, non è a Genova, ma sono ok le visite mediche (ieri pomeriggio ha conosciuto Spalletti e i nuovi compagni): giovedì farà parte del gruppo per la partita con il Cesena (quarto di Coppa Italia), pronto «a dare una mano», come ha chiarito l’allenatore. Che ha pure ammesso di essersi convinto a insistere sulla traccia scelta per avvicinare la Juve, ormai avanti solo di 1 punto in classifica (l’8 febbraio, però, la capolista recupererà la gara di Crotone). Avanti, dunque, con il 3-4-2-1, cioè con la difesa a 3 (addestrata per passare a 4 o addirittura a 5) e con Peres ed Emerson laterali a tutta fascia. La continuità passa per la conferma degli interpreti, con il turnover da fare solo in partita. Dentro i più affidabili, che sono poi i titolari di questo periodo chic, anche per evitare fastidiose sbandate nel tour de force delle prossime settimane con 8 partite in 29 giorni: 5 di campionato, 2 di Europa League e 1 di Coppa Italia. Il ciclo terribile della Roma, sull’onda dei 5 successi consecutivi (compreso quello di Coppa Italia), parte insomma da Marassi e contro la Sampdoria, battuta già 2 volte in questa stagione e sempre all’Olimpico. In casa Giampaolo ha raccolto i punti che lo hanno messo al sicuro (più 14 dal terzultimo posto), perdendo solo contro il Milan e la Lazio. La flessione attuale, solo 2 punti (2 pareggi di fila a Genova, senza segnare e prendere gol) in 6 gare di campionato, non deve dunque ingannare. L’assetto blucerchiato è compatto e organizzato, basta pensare all’andata per capire quali siano le difficoltà che presenterà il match. Che non avrà più il solito faccia a faccia tra Totti e Cassano: Francesco, 15 gol in 23 gare contro quest’avversaria, va in panchina e Totò resta a casa, avendo appena rescisso il contratto.










