
Da qui la fine del sogno e l’inizio del piano, ovviamente negato e complicatissimo, ma non così blasfemo. Il piano è monitorare con attenzione ciò che avviene sulla Roma “americana” e fare sottobanco alcune valutazioni per potersi eventualmente trovare pronti. Il patron Pallotta da mesi sta dando segni di stanchezza e volontà di dismissione. A fine 2016 uscì la voce della ricerca di un partner al 40% per circa 75 milioni (valore dato dalla Borsa, dove il titolo As Roma è quotato). Poi quell’annuncio fu smentito ma la sostanza non cambia: gli americani sono stanchi, snervati dalla pratica del nuovo stadio, esausti per le proteste dei tifosi e dagli scarsi risultati.
Per questo Pallotta ha incontrato di recente banchieri di Londra, poi i cinesi, quindi è volato a Miami, si dice, da Riccado Silva (MP&Silva, ricco gestore dei diritti tv di tanti campionati di calcio nel mondo). Insomma sta facendo passi che tutti interpretano come la volontà di trovare un successore. E il Viperetta che fa? Per ora niente, monitora e sogna. E parla, ovviamente: pochi giorni fa se n’è uscito con la proposta di “prendere in gestione il Flaminio, perché vederlo abbandonato fa male…”. Perché si è autoproposto? Di sicuro ha un buon feeling con il sindaco Virginia Raggi. E poi forse ha voluto sondare il terreno, vedere la reazione dei suoi concittadini. Reazioni che ci sono state. Le radio giallorosse si sono quasi commosse ricordando ”l’ultima stagione al Flaminio con Radice” : era l’88-89, l’Olimpico in ristrutturazione per i mondiali in Italia. Insomma, il primo punto Ferrero lo ha messo a segno senza neppure faticare.
Ora si tratta di vedere che fine farà la Conferenza dei Servizi dei prossimi giorni per lo stadio pensato dagli americani a Tor di Valle, che sembra più vicino al naufragio che al cantiere. Dopodiché, se Pallotta davvero si è stufato o non vuole più investire, ecco che si potrebbe propiziare il momento perfetto per tentare un affondo. Già, ma con quali soldi? Ferrero ha energia da vendere ma non certo la forza per fare un’offerta sui 150-200 milioni.
Se però vendesse la Samp a 100 come prova a fare da tempo, o la cedesse a qualcuno disposto a subentrargli e trovasse poi gli sponsor giusti, perché non provare a realizzare il sogno? Chissà, forse Ferrero l’ha buttata lì anche a Edoardo Garrone, con cui domenica mattina si è rivisto per un aperitivo: e poi gli sedeva al fianco al Ferraris dopo oltre 2 anni di assenza. La nota vicenda delle fidejussioni di garanzia di Garrone dice che tra i due c’è sempre stato più rapporto di quel che si pensava. L’ex patron, come noto, dal calcio è voluto uscire ma la sua forza economica, o quantomeno i contatti con i potentati economici romani, sicuramente li ha. Oltretutto – particolare curioso – la moglie Anna Pettene prima di Samp-Roma ha fatto selfie con i giocatori giallorossi e con Totti. Non vuol dire nulla, ci mancherebbe, però in questo fantascenario ogni dettaglio va monitorato.










