
Un successo che verrebbe condiviso anche all’interno di Trigoria, dove non è mai mancata la volontà da parte della dirigenza di proseguire l’opera diplomatica per ammorbidire la linea dura delle istituzioni intrapresa in passato dall’ex Ministro dell’Interno Alfano e dall’ex prefetto Gabrielli. Adesso, anche grazie ai buoni rapporti tra Lotti (grande appassionato di calcio) e Spalletti, il cambiamento sembra davvero ad un passo. Ovviamente nell’incontro di domani verranno esaminate anche le condizioni necessarie alla rimozione delle barriere: l’apertura da parte delle istituzioni dovrà essere ricambiata attraverso le iniziative e il controllo dei club verso i propri tifosi, che in modo rigoroso saranno tenuti sotto costante osservazione (soprattutto per il rispetto delle norme di sicurezza vigenti all’interno dell’ Olimpico). Ma non è finità qui. Tra oggi e domani il Viminale prenderà una decisione definitiva sull’orario del doppio derby di Coppa Italia in programma tra marzo e aprile.
Nonostante la rigida attenzione mostrata in passato da questura e prefettura, entrambe le gare si giocheranno con molta probabilità nel consueto orario serale, paletto imposto anche dalla Rai (che detiene i diritti per la diretta tv) nei precedenti accordi stipulati con la Lega Calcio. Non ci sarà quindi la possibilità di applicazione della penale di due milioni che la Rai si garantita in caso di anticipo dell’ orario, clausola comunque non esercitabile di fronte a motivazioni di ordine pubblico. Nel frattempo a Trigoria lo sguardo continua ad essere rivolto verso l’orizzonte. Mentre l’assessore allo sport capitolino Frongia mette un freno alle posizioni dell’assessore all’urbanistica Berdini: («Tranquillizziamo i tifosi perche non c’è stata alcuna bocciatura al progetto del nuovo stadio»), la Roma schiera l’ artiglieria pesante per tornare sulla vicenda. Da Totti («Vogliamo il nostro Colosseo moderno»), fino a Spalletti («A Roma va fatto lo stadio, famo ‘sto stadio»).










