
A DESTRA NON GLI GARBA – Sono 20 le presenze complessive in campionato (più di Salah), con 857 minuti totali: solo 9 volte è partito da titolare, 11 è subentrato e 5 è stato sostituito. Lo scorso anno ha segnato otto reti in sedici partite, ha cominciato subito con l’esordio con il Frosinone e ha finito a San Siro contro il suo Milan. Una delle sue migliori prestazioni, a Empoli, dove ha messo a segno l’unica doppietta in campionato. Spalletti non deve aver preso bene la sua reazione all’idea/possibilità di giocare a destra nel periodo senza Salah. «Non gli garba», spiegò Lucio, e quel non gli garba era chiarissimo. Non ti garba? Bene, allora ci metto un altro. Ed ecco Bruno Peres, mentre a sinistra resta Perotti. E domani, Diego non c’è e riecco la possibilità di rivedere Stephan da primo minuto. Sarebbe la decima volta da titolare.
AMICO OLIMPICO – Ancora oggi ci chiediamo perché a Torino contro la Juve non sia stato scelto il Faraone e forse alla base c’erano anche certi suoi atteggiamenti, che il tecnico non ha gradito fino in fondo. Lo scorso anno, Stephan era un calciatore da trasferta: solo due delle otto reti in campionato li ha messi a segno all’Olimpico (tre se consideriamo il derby, Lazio-Roma), le altre sei lontano da casa. Quest’anno è successo il contrario: in campionato ne ha segnati tre e tutti e tre all’Olimpico, contro Crotone, Palermo e Chievo, due anche in Europa League, pure quelli a Roma, contro l’Austria Vienna. E uno pure in Coppa Italia? Dove? All’Olimpico contro la Sampdoria, come ti sbagli. Questi sei gol stagionali hanno una caratteristica: El Shaarawy li ha messi a segno sempre con la maglia da titolare addosso. L’incidenza da subentrato è minima e, per dirla alla Spalletti, è una situazione che «deve mettere a posto». Martedì, a meno di sorprese, toccherà a lui, visto che Perottti e Salah ancora non ci sono. Si gioca all’Olimpico, sarà titolare: se tanto mi da tanto, ElSha ha tutti gli ingredienti a disposizione per giocare una grande partita. Poi tornerà Salah, ci sarà di nuovo Perotti e qualcosa, appunto, dovrà essere messa a posto. Definitivamente.










