
Ovvero: le opere di mitigazione del Fosso del Vallerano inserite nel progetto mettono in sicurezza idraulica l’area. «Riguardo al parere che sarà reso sul progetto definitivo, si conferma quanto già espresso in sede di Conferenza di Servizi» e cioè che vi è la «necessità di realizzare le opere di messa in sicurezza secondo gli elaborati presentati e con priorità rispetto alle altre componenti». In sostanza, per l’Autorità le opere previste nel progetto vanno fatta e anche per prime. Infine, «con la realizzazione e il collaudo delle opere la Regione potrà richiedere l’aggiornamento del Piano di Assetto Idraulico». E, conclude: «Definiti i particolari riferimenti alle norme del Piano di Assetto Idraulico, restano di esclusiva competenza del Comune la valutazione della presenza delle condizioni necessarie ai fini dell’adozione della variante urbanistica». Che significa: l’adeguamento sulle carte del rischio idraulico dell’area di Tor di Valle potrà avvenire solo dopo la conclusione e il collaudo dei lavori delle opere del progetto e su richiesta della Regione. Non solo ma spetta al Comune valutare le condizioni per la variante urbanistica, considerato che per noi non ci sono motivi ostativi.
Insomma, per l’Autorità di Bacino la sintesi del discorso è semplice: spetta a noi decidere sul rischio idraulico del progetto, le opere previste vanno bene se saranno fatte tutte come da dossier e fatte per prime, quindi per noi è ok. Se poi il Comune ha altri motivi per non fare la variante, sono problemi suoi. A questa lettera, dieci giorni dopo risponde il Comune, scrivendo: vista la nota di cui prendiamo atto, «se ne deduce – contrariamente a quanto asserito in Conferenza di Servizi – che l’effettiva rimozione del rischio idraulico zinterverrà solo a seguito della realizzazione e collaudo delle opere». Quindi, per i funzionari, visto che il provvedimento della Conferenza di Servizi «sostituisce ogni autorizzazione», senza la «dichiarazione di non pericolosità idraulica» non si possono rilasciare titoli autorizzativi. Non solo, ma «in tale condizione nessuna variante urbanistica comportante aumento del carico antropico sulle aree a rischio potrà essere adottata». Insomma, il più classico cortocircuito burocratico. Uno, l’Autorità di Bacino, che dice: fate le opere e si può togliere il vincolo idraulico. L’altro, il Comune, che dice: se non togli il vincolo idraulico non posso fare la variante e quindi non si possono fare le opere.










