
La Roma e Luca Parnasi potrebbero, soddisfatti per il sì di Grillo e, magari, spinti dalla necessità di riorganizzarsi dopo la doccia fredda della Soprintendenza e il conseguente riposizionamento di Raggi. Per questo al tavolo politico di domani, il primo tema potrebbero introdurlo i proponenti: altri 30 giorni prima del fischio finale. Ieri prima della riunione, Grillo ha fatto mezz’ora di punto con l’avvocato genovese Luca Lanzalone, l’argomento era il vincolo del Mibact: un ostacolo superabile, magari attraverso il parere favorevole al progetto (datato 23 gennaio 2017)della Sovrintendenza capitolina? Rivedere le carte? Poi il confronto si è allargato a Raggi, al vicesindaco Luca Bergamo, ai due tutor M5S Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro e a Donatella Iorio, presidente della commissione Urbanistica, unica tra i grillini del Comune. Non c’erano né il presidente dell’Aula Marcello De Vito né il capogruppo Paolo Ferrara, i «lombardiani» del Campidoglio. Lavori in corso, dunque. In cerca delle alternative per tenere vivo il progetto. «Si pensa all’ambiente e alla salute — ha spiegato Grillo —. Ci sono problemi, però li risolveremo e sarà la soluzione migliore per cittadini e luogo. La decisione ancora non c’è». Prima, attraverso il Municipio, ci sarà una «consultazione» con i residenti, da sempre per il no categorico. Ma il dialogo con la Roma non si ferma. «Se lo stadio si fa, sarà con criteri che da queste parti non hanno mai visto».










