
RICARICA OBBLIGATORIA – Spalletti si presenterà a San Siro con la Roma per otto-undicesimi diversa da quella che ha giocato il ritorno dei sedicesimi di Europa League. Insomma ripartirà dalla formazione base che gli ha permesso di restare in corsa su 3 fronti. Spazio, dunque, ai titolari risparmiati proprio per la sfida contro l’Inter: Ruediger (ha giocato la ripresa, ma non tutta, avendo saltato il finale per la sciocca espulsione: probabile la multa), Fazio (dentro solo negli ultimi minuti della partita contro il Villarreal), Nainggolan (in campo solo per un quarto d’ora), Emerson e Strootman (entrambi in tribuna), Szczesny, Dzeko e Salah (spettatori pure loro, ma dalla panchina). Il largo successo (4-0) nella gara d’andata contro il Villarreal ha permesso al tecnico di far scattare la rotazione extralarge.
L’ideale in vista del viaggio a Milano che sarà pure l’inizio del mini ciclo sicuramente più impegnativo: domani i nerazzurri, mercoledì la prima semifinale di Coppa Italia contro la Lazio e sabato lo scontro diretto con il Napoli all’Olimpico. Non è grave la contusione al ginocchio che ha costretto Manolas, a scopo precauzionale, a uscire giovedì dopo il primo tempo. Il difensore, obiettivo proprio dell’Inter per la prossima stagione, dovrebbe farcela. Anche Pioli va sul sicuro e quindi è pronto a dar fiducia agli interpreti più utilizzati. Scontate, però, tre novità rispetto alla squadra schierata domenica a Bologna: Ansaldi, Kondogbia (leggermente influenzato) e Icardi. Anche perché c’è da sostituire lo squalificato Miranda: D’Ambrosio tornerà a fare il centrale difensivo, con Ansaldi (in ballottaggio con Nagatomo) schierato al suo posto sulla fascia sinistra. Kondogbia affiancherà, invece, Gagliadini a centrocampo, con Joao Mario alzato da trequartista (Brozovic tenta il recupero per tornare titolare) e Icardi, scontati i 2 turni di stop, sarà ovviamente il centravanti.
ALLO SPECCHIO – La Roma ha ormai il suo sistema di gioco di riferimento: dal derby del 4 dicembre è il 3-4-2-1. Solo contro la Juve, il 17 dicembre allo Stadium, è stato scelto il 4-2-3-1. Pioli, proprio a Torino lo scorso 5 febbraio contro i bianconeri, ha deciso di sistemare l’Inter con lo stesso modulo dei giallorossi. La difesa a 3 dei nerazzurri, almeno nei movimenti, è simile a quella di Spalletti. Che, nella sua formula ibrida, l’ha battezzata a 3 e mezzo (anche a 4 o a 5). Del resto spesso si abbassano in contemporanea Peres ed Emerson (sempre uno dei due). Con Candreva e di solito D’Ambrosio (domani con Ansaldi o, forse, con Nagatomo che è più veloce: su quella fascia sfreccia Salah) l’assetto nerazzurro sembra addirittura più spregiudicato: un’ala e un terzino.
Ma è anche l’anticamera del 4-2-3-1, mai abbandonato da Pioli: basta spostare a destra D’Ambrosio e far scendere in difesa Ansaldi o Nagatomo per cambiare modulo. Gli esterni offensivi diventerebbero Candreva e Perisic, il trequartista (unico) Joao Mario (l’alternativa Banega). E’ quanto ha fatto Spalletti, all’inizio della ripresa, giovedì contro il Villarreal. Con Ruediger terzino destro e Mario Rui sull’altra corsia, Peres ed El Shaarawy sui lati del rombo offensivo, Perotti dietro a Totti. La strada è identica e anche il rendimento. Se la Roma, con la sua continuità, è sempre al 2° posto, l’Inter, da 10 gare, viaggia al ritmo della Juve: 9 vittorie e 1 sconfitta, quella contro i bianconeri.










