
AMMISSIONI – Del resto, a fine gara le ammissioni arrivano anche altrove, da latitudini diverse. Anche se in modo confuso e spesso contradditorio. Come nel caso di Diego Perotti, che balla tra una conferma («Può essere che un po’ di stanchezza ci sia, stiamo giocando così tante partite ravvicinate e di grande intensità che le energie se ne vanno via. Ma non deve essere un alibi, ora dobbiamo pensare a difendere il secondo posto») e una smentita («Non siamo stanchi, semplicemente abbiamo trovato due squadre come la Lazio e il Napoli che stavolta hanno fatto meglio di noi»). Più esplicito, invece, il d.s. Ricky Massara: «Forse un po’ di stanchezza l’abbiamo accusata, è vero, nel primo tempo abbiamo risentito del giorno di riposo in meno rispetto al Napoli. Ma alla distanza siamo cresciuti e nella ripresa abbiamo messo in seria difficoltà il Napoli. Scudetto chiuso? Dipenderà da quello che fa la Juve a Udine, ma pensare ad un campionato chiuso in Italia con 11 gare ancora da giocare mi sembra un po’ prematuro».
ALTALENA – Già, anche se poi la Juve sembra avere davvero un altro passo. E, soprattutto, non accusa quei passaggi a vuoto che prima il Napoli e ora la Roma hanno dovuto vivere sulla propria pelle. Se non è un problema di stanchezza, è un problema di uomini, di ricambi, di alternative (Fazio, ad esempio, sul cambio ieri voleva restare ancora dentro per sfruttare l’angolo). Che poi, di fatto, è la stessa cosa, perché se poi sono costretti a giocare più o meno sempre gli stessi… «Ma fino a una settimana celebravamo un po’ tutti la Roma di Milano e ora non va più bene – chiude il d.s. Massara –. Noi restiamo sereni, vogliamo vincere un trofeo». E allora, per le risposte e qualche indizio in più, appuntamento a Lione.










