
Il presidente americano Pallotta sarà a Roma tra sette giorni esatti, ma prima passerà da Londra. Dove domenica, mentre la Roma sarà in campo a Palermo, dovrebbe incontrare Franco Baldini, l’ex dg oggi consulente-ombra (ma non troppo) del presidente: per pianificare parte delle strategie del viaggio romano. Da lì passano i programmi che riguardano il rinnovo dell’allenatore, che con la società non ha ancora parlato: sanno, l’ad Gandini e il dg Baldissoni, che prima della fine della stagione sarà complicato sedersi al tavolo. Pallotta dovrà affrontare i suoi dubbi e prospettargli i programmi, gli scenari – su cui pesa pure l’eventuale intervento di capitali dalla Cina, per lo stadio e chissà – e insomma riconquistarlo, visto che per Trigoria la conferma del tecnico di Montespertoli rappresenta la priorità assoluta per costruire la prossima stagione, prima ancora dei contratti di Totti – che continua a valutare l’idea di chiudere col calcio giocato – e De Rossi. A Londra potrebbe fare capolino pure Monchi, candidato ds in uscita da Siviglia, ma da cui il n.1 americano aspetta una risposta: ha un’offerta anche dal Real.
Insomma, lo scenario a medio termine resta nebuloso, il presente invece passa per l’Europa. Dieci anni fa a Lione Spalletti pubblicò il manifesto europeo della sua Roma spettacolo vincendo 2-0. Oggi chiede al Lione se la sua Roma, concretissima fino a dieci giorni fa, è ancora se stessa o se somiglia alla creatura fiacca vista contro Lazio e Napoli: «La stanchezza c’è, tocca muscoli e testa. Ma a citarla non si guadagna niente, se dico alla squadra che devono rifare la preparazione è come se gli dicessi che possono perderle tutte per due mesi». Se le prossime settimane potranno valere o meno una stagione, dipenderà soprattutto da stasera. Con la certezza che tra il Parc OL e il Barbera potrebbero incastrare le chiavi per costruire la prossima stagione.










