
LA FIGURACCIA – C’era bisogno di dimostrare che gli scivoloni contro Lazio e Napoli erano stati episodici; che la vera Roma era ed è un’altra: i due gol in rimonta del primo tempo in casa del Lione hanno confermato la bontà del lavoro stagionale di Luciano Spalletti e dei suoi giocatori. Un’illusione, però, perché come troppo spesso è capitato la Roma dopo l’intervallo ha cominciato a giocare un’altra partita. E a giocarla in modo pessimo, come testimoniato dal gol dell’immediato pareggio di Tolisso. Un autentico crollo verticale. L’ennesimo. Roma meno precisa sotto l’aspetto tattico, sempre più sulle gambe e poco cattiva al momento di chiudere l’azione. E in attesa, per dirne una, di una giocata alla Dzeko di Dzeko, troppo morbido nelle azioni al limite dell’area francese e nei contatti con gli avversari. Dopo otto reti in altrettante partite europee, il bosniaco si è bloccato anche fuori dall’Italia restando a secco come ormai gli capita dalla partita di campionato contro il Torino, 19 febbraio. E così, a forza di aspettare Dzeko (e magari pure un cambio di Spalletti…), ecco la rete di Fekir, accompagnato verso il gol del secondo sorpasso di serata dagli imbambolati difensori giallorossi. E, a seguire, la botta sporca all’incrocio di Lacazette contro una Roma ormai immobile. Della trasferta in terra di Francia, dunque, resta la sconfitta (la terza di fila) e restano anche i due gol all’attivo che, nell’ottica del doppio confronto, aiutano (un po’…) a sperare. Ma la consolazione è piccola. La figuraccia, invece, davvero grande.










