
Un rifiuto che ha scatenato i commenti di una piazza ancora in fermento per l’intervento di Pallotta dagli States. Di certo, il mal di schiena lo aveva da giorni, anche a Lione (Sky ha raccontato come l’ex romanista Chivu, presente per impegni con l’Uefa, avesse riferito di quel dolore del capitano già giovedì). E sabato era circolata la voce che potesse saltare la trasferta proprio per quel dolore. «Francesco l’ha avvertito durante il riscaldamento, ma quello di Totti è un tasto sempre difficile per me, preferisco non dire nulla sennò viene usato contro di me», così l’allenatore della Roma che non ha chiuso il caso. Più probabilmente il numero 10 non ha voluto forzare per non precludere a sè e alla squadra la possibilità di esserci nella gara da dentro o fuori con i francesi. Di sicuro Francesco non è contento del suo utilizzo stagionale: 780 minuti più recuperi in un totale di 19 apparizioni sporadiche di cui sei da titolare e tre reti dagli undici metri, due decisive contro Sampdoria e Spezia. Spalletti ha legato anche al futuro del capitano il proprio: «Se lo fanno smettere me ne vado anche io». Totti non ha risposto: tutti sanno che forse per la prima volta sta valutando davvero se dire basta a fine stagione. E quando giovedì arriverà il presidente Pallotta, anche Totti cercherà di avere udienza come il suo allenatore per parlare dei suoi dubbi e del ruolo da ricoprire un domani nella Roma. Per ora si accontenta di qualche apparizione, in questo lungo addio…










