Più ombre che luci. Al prossimo derby i riflettori non serviranno. Di nuovo, perché dall’esame di maturità dello scorso 5 gennaio – Lazio e Roma, dopo sei anni, erano tornate a giocare in notturna – è uscito un risultato prevedibile: ultrà bocciati. Gli scontri di quella sera, uniti alla recente marcia fascista sotto la Torre di Pisa (sabato, in occasione della trasferta romanista in Toscana) hanno spinto il Casms a correggere il tiro, chiedendo alla Serie A di fissare alle 12.30 l’orario del prossimo derby, in programma domenica 21 settembre.
Troppo alto il rischio di nuovi disordini, come nelle ultime stracittadine, prima quella di gennaio (vinta 2-0 dalla Roma) e poi quella di aprile (terminata in pareggio), entrambe disputate alle 20.45. Con la città blindata per l’occasione, le frange più estreme del tifo avevano provato lo stesso a sfondare, cercando – la sera del 5 gennaio – un contatto in zona bar River, storico punto di ritrovo dei tifosi sul lungotevere.
Violenza testimoniata dai sequestri di vari arsenali da guerriglia, decine tra mazze e lance artigianali, come le baionette fai da te (aste di plastica trasformate in punte acuminate, con attaccate in cima lamette di taglierini). Quattro mesi più tardi, altra guerriglia: 13 agenti feriti e stop alle trasferte per 3 giornate ai tifosi di Roma e Lazio. Mentre l’anno prima – a gennaio 2024 – un tifoso romanista ha perso l’udito dopo che, sulle gradinate dell’Olimpico, gli era stato lanciato un petardo contro.
FONTE: La Repubblica











