
IL FUTURO – Il contratto di Totti è in scadenza a giugno, mancano cento giorni e il futuro non lo ha ancora deciso. Proprio in questi giorni dovrebbe incontrare Pallotta, ma non ha ancora ricevuto una comunicazione. Con il presidente vorrebbe confrontarsi sul ruolo da dirigente. Per la prima volta Francesco prende in considerazione l’idea di chiudere con il calcio giocato, ipotesi che avevamo anticipato. Totti ha spiegato: «Cosa farò tra un anno? Potrei essere nella dirigenza della Roma, ancora sui campi a giocare, oppure potrei decidere di fare il procuratore e cercare nuovi campioni, un po’ di esperienza nel calcio ce l’ho», ha spiegato a Costanzo. In realtà tutto dipende dal ruolo dirigenziale, che non è ancora stato definito. Ha sei anni di contratto per fare il dirigente nell’area tecnica, ma Totti non vuole finire dietro una scrivania o a tagliare i nastri all’inaugurazione dei Roma club. Per questo non ha smesso di prendere in considerazione una figura di vertice in Federcalcio e comincia a pensare anche di andare in giro (non troppo) a scoprire talenti. Costanzo ha chiuso con il suo amico Totti il secondo fortunato ciclo del talk “l’Intervista”. Francesco ha ripercorso la sua carriera, la sua passione per il pallone, da bambino, agli esordi, fino ai successi che lo hanno portato a diventare uno dei campioni riconosciuti a livello mondiale. «Il più grande di tutti è stato Maradona, lui è il calcio, ma Messi e Cristiano Ronaldo sono due extraterrestri», ha detto Totti.
QUARTO FIGLIO – Il capitano della Roma ha parlato anche della sua vita privata, della moglie e dei figli. Si è emozionato parlando di Ilary e del padre Enzo: «Ci hanno proposto tante volte un programma in tv con Ilary, ma se per lei è il suo pane per me sarebbe una cosa nuova». Confessa che si prepara a diventare papà per la quarta volta: «Con Ilary stiamo pensando al quarto figlio, ce lo ha chiesto Cristian, vuole un fratello maschio». C’è spazio anche per un sguardo al passato, tra gioie e dolori: «Il gol a cui sono più legato è quello che ci ha fatto vincere lo scudetto. Il rimpianto più grande non aver vinto la Champions». Quella Champions che Pallotta non vuole assolutamente lasciarsi scappare.










