
Paradossalmente più semplice sarà lo smantellamento dei divisori dell’Olimpico. A confermarlo è Baldissoni: «Dal primo giorno abbiamo cercato di lavorare per superare questo limite delle barriere. Sembra effettivamente, ve lo confermo, che su iniziativa dei ministri competenti si sia arrivati ad una risoluzione. La data non posso confermarvela, ma è questione di giorni». Vicino a lui, durante la presentazione del bilancio d’impatto avvenuta ieri alla Luiss (il Centro di ricerca Governance&Sustainability dell’Università Luiss ha stimato un bilancio di impatto di 10-15 milioni di euro di ritorno sociale degli investimenti del club giallorosso nella stagione 2015/’16), annuisce il presidente del Coni Malagò: «Siamo stati allertati per smantellare le barriere. Attendiamo solo la comunicazione ufficiale della Prefettura». Parole accompagnate da un fragoroso applauso. L’ospite d’onore della giornata di ieri però era proprio Pallotta che ha accettato domande solo dagli studenti: «Qualcuno mi considera come lo stupido americano che viene in Italia a comprare la Roma. Io, però, spero di poter dare qualcosa indietro alla comunità, alla città e non solo alla Roma, mi sento responsabile per entrambe. Vogliamo un’amichevole con il Real Madrid al Circo Massimo, o un concerto live al Colosseo. Questi sono eventi che possono portare milioni di euro alla città. All’inizio qui nessuno pensava che potessimo fare uno stadio. Abbiamo lottato, ci sono stati rinvii. Noi siamo concentrati sul lato commerciale. Nei prossimi mesi ci concentreremo sulla maglietta, ho sentito 10-11 potenziali sponsor, tra cui aziende asiatiche».










