Rivedersi dopo poco tempo e scoprirsi diversi. Succede anche nel calcio. Martedì il Toro aveva steso ed eliminato la Roma dalla Coppa Italia, ma adesso ha di fronte una squadra differente, arricchita di un centravanti dallo spessore diverso e dall’impatto quasi insperato. La squadra poi è stata spinta anche da motivazioni di stretta attualità: la sconfitta della Juve a Cagliari permetteva di isolarsi al quarto posto; i due ko con i granata negli altri due incroci stagionali chiamavano a un riscatto caratteriale. Doppia missione compiuta e Gasperini esce con un sorrisone, per l’acquisto, per la sintonia con Dybala, altro delizioso protagonista del match, e perché ha rafforzato la sua tesi secondo cui non esistono le bestie nere.
Il Toro, alla terza sconfitta di fila in campionato, la quinta nelle ultime sei in casa, non ha mai la forza di volontà mostrata in coppa: si rende conto di non essere al livello di questa Roma e non riesce a lottare, a cambiare un destina già scritto. Gol e assist per Dybala: non gli succedeva da 13 mesi, mentre aspettava la rete in questo campionato dal 26 ottobre. L’olandese risplende subito facendo ammattire tutta la difesa di casa. […] Al 5′ già il primo tiro in porta, dopo 8 minuti e 10 secondi fa ammonire il suo marcatore diretto, Ismajli; poi tra il 19′ e il 26′ impegna Paleari che si salva di piede, apparecchia per Dybala che sfiora l’incrocio, segna e festeggia ma il Var poi si accorge del fuorigioco; risegna e stavolta la rete è buona su servizio dell’argentino, con un’intesa da vecchi sodali. Il 2-0 nasce da una scorribanda di Mancini indisturbato quasi da area a area. Spesso in ritardo, i padroni di casa, mai aggressivi, incapaci di offrire raddoppi o marcature sicure.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











