Ci sono momenti, nel calcio come nella vita, che possono cambiare il destino. Che li vogliate definire sliding doors o treni da prendere al volo cambia poco. Ciò che davvero conta è quello che fai e la strada che decidi di tracciare. Ne ha appena attraversato uno, di quei momenti, Pisilli. Il gennaio 2026 di Niccolò somiglia al suo agosto 2024: a un passo dalla cessione – in prestito – fino alla svolta in 90 minuti. Un anno e mezzo fa c’era il Lecce pronto a prenderlo, ma De Rossi lo lanciò dal 1’ allo Stadium contro la Juve, oggi proprio DDR, stavolta al Genoa, (…), ma Gasperini gli ha concesso una chance e Pisilli non se l’è fatto ripetere due volte.
Anzi, due volte ha segnato, l’altro ieri, battendo lo Stoccarda e permettendo alla Roma di mettere un piede e mezzo negli ottavi di Europa League. Due gol in quella che è stata la quarta partita da titolare nelle ultime cinque, una frequenza d’impiego ribaltata rispetto alla prima parte di stagione, trascorsa da comparsa. Tanto da portare Pisilli e chi ne cura gli interessi a guardarsi intorno, alla ricerca di una squadra dove trovare spazio e crescere. L’occasione, però, è arrivata a casa sua, complice il viaggio per la Coppa d’Africa di El Aynaoui e la necessità di riposo per la coppia titolare Cristante–Koné.
Rispetto a loro, ovviamente, Niccolò rimane ancora dietro nelle gerarchie, ma sicuramente quest’ultimo mese ha cambiato le prospettive e i piani per il suo domani: «Per me giocare nella Roma, da tifoso, è un sogno», ha detto dopo la vittoria sullo Stoccarda. E ancora: «Sono focalizzato al 100% sulla Roma». Un pensiero che fa il paio con quello espresso, tra la conferenza di vigilia e il postpartita, da Gasperini: «Pisilli è il prototipo di ciò che ci serve. Giovani forti, cresciuti nel vivaio, da far crescere e maturare fino ad inserirli nello zoccolo duro. Tante volte si cerca di andare altrove per trovare spazio, ma credo sia meglio cercare quello spazio e quella crescita qui, nella Roma». (…)
Al di là della fin troppo facile narrazione sul romano e romanista, colpisce la sua maturità tattica, dimostrata nelle ultime uscite, oltre all’innato istinto del buttarsi negli spazi, con un certo feeling con la porta avversaria. Caratteristiche che lo hanno fatto accostare, nelle ultime ore, a Tardelli. E proprio il campione del mondo del 1982, ieri mattina, ha parlato di Niccolò intervenendo a Radio Romanista: «Potrebbe somigliarmi, ma potrebbe anche offendersi (ride, ndr)! Parliamo di un ragazzo interessante, ha una qualità fantastica, che è quella dell’inserimento: vede e capisce quello che sta succedendo. E in effetti questo è un punto di contatto con me. Per fortuna Gasperini lo sta facendo giocare, servono calciatori così».
FONTE: Il Romanista – S. Valdarchi











